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Il teatro che unisce

Giorno 8 Giugno in Auditorium si metteranno in scena due spettacoli "Roméo et Juliette" e "Processo all'onore"

Utente Admin

da Admin

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Giorno 8 giugno, il palcoscenico del nostro Auditorium si accenderà per ospitare una straordinaria giornata teatrale, frutto della dedizione, dello studio e del talento dei nostri giovani studenti.

Sul palco si alterneranno due rappresentazioni nate dalla sensibilità interpretativa dei ragazzi, capaci di unire discipline diverse e far riflettere il pubblico su temi universali: una suggestiva e poetica messinscena in lingua francese del classico shakespeariano “Roméo et Juliette” e l’intenso dramma giudiziario “Processo all’onore”.

L’apertura della rassegna sarà affidata a una rilettura lirica e internazionale della tragedia amorosa per eccellenza. Gli studenti si misureranno con la recitazione in lingua straniera, esaltando la musicalità e il romanticismo del testo originale all’interno del dramma di Verona:

“Due anime, un solo destino. All’ombra di Verona, il silenzio pesa più delle parole. Un incontro fortuito, una promessa sacra e il tempo che fugge via. Ma malgrado tutto, ci sono degli amori che il tempo non può cancellare, fissati per sempre nell’eternità.”

Questa delicata e potente interpretazione saprà restituire la freschezza e la tragicità del sentimento giovanile, offrendo al pubblico un’esperienza culturale ricca di fascino e un esempio di valorizzazione delle competenze linguistico-espressive.

A seguire, la scena lascerà spazio all’impegno civile e alla riflessione etico-giuridica con “Processo all’onore”, lo spettacolo teatrale realizzato dagli studenti del Liceo Ettore Majorana di San Giovanni la Punta nell’ambito del progetto Attori si diventa.

La rappresentazione prenderà avvio da una delle più celebri orazioni del corpus lisiano “Per l’uccisione di Eratostene” in cui si difende la legittimità del delitto d’onore nella società greca. Attraverso un attento lavoro di adattamento drammaturgico e riscrittura scenica, la vicenda antica viene posta in un coraggioso dialogo con la storia di Franca Viola, la giovane siciliana che nel 1965 rifiutò il “matrimonio riparatore”, trasformando una vicenda privata in un momento di svolta epocale per la coscienza civile del Paese.

Le parole di Lisia incontrano quelle della contemporaneità, mostrando come alcune questioni attraversino i secoli, mutino volto, ma continuino a porre gli uomini di fronte alla perenne tensione tra libertà e consuetudine.